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Diana Hechtel - Professional Gestalt Counselor

Non per raccontarti una storia. Ma per dirti da dove guardo quando lavoro con le persone.

Non per raccontarti una storia. Ma per dirti da dove guardo quando lavoro con le persone.

Diana Hechtel - Professional Gestalt Counselor

Il punto in cui arrivo

Arrivo quando una persona ha già lavorato su di sé.
Quando ha capito molte cose.
Quando, nonostante questo, sente che qualcosa non sta più insieme.

Non è una mancanza di consapevolezza.
È una questione di allineamento.

Il punto in cui arrivo

Arrivo quando una persona ha già lavorato su di sé.
Quando ha capito molte cose.
Quando, nonostante questo, sente che qualcosa non sta più insieme.

Non è una mancanza di consapevolezza.
È una questione di allineamento.

Non come storia, ma come sguardo

Non sono una persona che ama cambiare.
Il cambiamento mi spaventa.
Ogni volta.

Eppure la vita, più volte, mi ci ha portata davanti senza chiedere permesso.
Quando qualcosa non era più allineato,
anche se funzionava,
anche se dall’esterno sembrava andare bene.

Non ho mai vissuto il cambiamento come un gesto temerario.
L’ho vissuto come una necessità.
Una di quelle che non fanno rumore,
ma che non puoi più ignorare.

In quei momenti non vado in panico.
Mi fermo.
Guardo dentro.
Chiedo aiuto, se serve.
E resto in ascolto abbastanza a lungo da capire cosa sta chiedendo di essere lasciato andare.

Non sempre è ciò che non so fare.
Spesso è proprio ciò che mi viene bene,
ma che non mi fa stare bene.

Col tempo ho imparato a fidarmi di questo movimento.
Credo che esista un sistema, un disegno più grande,
che non ci chiede di funzionare,
ma di stare bene.

Ed è da qui che nasce il mio lavoro oggi.

Non come storia, ma come sguardo

Non sono una persona che ama cambiare.
Il cambiamento mi spaventa.
Ogni volta.

Eppure la vita, più volte, mi ci ha portata davanti senza chiedere permesso.
Quando qualcosa non era più allineato,
anche se funzionava,
anche se dall’esterno sembrava andare bene.

Non ho mai vissuto il cambiamento come un gesto temerario.
L’ho vissuto come una necessità.
Una di quelle che non fanno rumore,
ma che non puoi più ignorare.

In quei momenti non vado in panico.
Mi fermo.
Guardo dentro.
Chiedo aiuto, se serve.
E resto in ascolto abbastanza a lungo da capire cosa sta chiedendo di essere lasciato andare.

Non sempre è ciò che non so fare.
Spesso è proprio ciò che mi viene bene,
ma che non mi fa stare bene.

Col tempo ho imparato a fidarmi di questo movimento.
Credo che esista un sistema, un disegno più grande,
che non ci chiede di funzionare,
ma di stare bene.

Ed è da qui che nasce il mio lavoro oggi.

Non come storia, ma come sguardo

Non sono una persona che ama cambiare.
Il cambiamento mi spaventa.
Ogni volta.

Eppure la vita, più volte, mi ci ha portata davanti senza chiedere permesso.
Quando qualcosa non era più allineato,
anche se funzionava,
anche se dall’esterno sembrava andare bene.

Non ho mai vissuto il cambiamento come un gesto temerario.
L’ho vissuto come una necessità.
Una di quelle che non fanno rumore,
ma che non puoi più ignorare.

In quei momenti non vado in panico.
Mi fermo.
Guardo dentro.
Chiedo aiuto, se serve.
E resto in ascolto abbastanza a lungo da capire cosa sta chiedendo di essere lasciato andare.

Non sempre è ciò che non so fare.
Spesso è proprio ciò che mi viene bene,
ma che non mi fa stare bene.

Col tempo ho imparato a fidarmi di questo movimento.
Credo che esista un sistema, un disegno più grande,
che non ci chiede di funzionare,
ma di stare bene.

Ed è da qui che nasce il mio lavoro oggi.

Il mio sguardo nasce da percorsi diversi, non lineari, che oggi convivono senza dover essere ridotti a uno solo.

Il mio sguardo nasce da percorsi diversi, non lineari, che oggi convivono senza dover essere ridotti a uno solo.

Come sto con le persone

Non lavoro per aggiustare.
Non lavoro per spingere avanti.

Lavoro per creare spazio
quando qualcosa chiede di essere riallineato.

Sto con le persone mentre distinguono
ciò che funziona
da ciò che le fa stare bene.

Perché non tutto ciò che riesce
è anche ciò che sostiene.

Come sto con le persone

Non lavoro per aggiustare.
Non lavoro per spingere avanti.

Lavoro per creare spazio
quando qualcosa chiede di essere riallineato.

Sto con le persone mentre distinguono
ciò che funziona
da ciò che le fa stare bene.

Perché non tutto ciò che riesce
è anche ciò che sostiene.

Se senti che questo è il punto in cui ti trovi

Possiamo prenderci uno spazio per capire
se e come lavorare insieme.

Se senti che questo è il punto in cui ti trovi

Possiamo prenderci uno spazio per capire
se e come lavorare insieme.

Formazione e basi professionali

Counselor professionista a orientamento gestaltico

Formazione e basi professionali

Counselor professionista a orientamento gestaltico

Ricevo a Osimo, presso Auximum Academy, e online. Lavoro anche con aziende nelle Marche e in trasferta.